L’estate cambia le abitudini di tutta la famiglia, e questo vale anche per i nostri animali. Nuovi orari, temperature più alte, viaggi, ambienti sconosciuti: situazioni che per noi sono sinonimo di relax, ma che per un cane o un gatto possono richiedere qualche attenzione in più.
Viaggiare con il pet: la preparazione che fa la differenza
Portare il proprio animale in vacanza è una scelta sempre più comune, e spesso quella giusta. Ma la differenza tra un viaggio sereno e uno stressante – per voi e per lui – si gioca quasi sempre nella fase di preparazione, non durante il tragitto.
La visita pre-partenza: perché vale la pena farla
Prima di partire, soprattutto per viaggi lunghi o all’estero, una visita veterinaria di controllo è un investimento di tempo che può evitare problemi seri. Durante la visita è possibile verificare che le vaccinazioni siano aggiornate, che il microchip sia correttamente registrato e leggibile, e che l’animale non abbia condizioni in corso che il calore o lo stress del viaggio potrebbero aggravare.
Per i viaggi all’interno dell’Unione Europea, cani, gatti e furetti devono essere in possesso del passaporto europeo per animali da compagnia, che certifica l’identità dell’animale, la presenza del microchip e le vaccinazioni effettuate, tra cui quella antirabbica obbligatoria. Il passaporto viene rilasciato dal veterinario e, una volta emesso, è valido per tutta la vita dell’animale, ma deve essere aggiornato ad ogni vaccinazione.
Se viaggiate fuori dall’UE, i requisiti cambiano paese per paese e possono includere test sierologici (esami del sangue per verificare l’efficacia della vaccinazione antirabbica) con tempistiche molto precise: in alcuni casi vanno eseguiti mesi prima della partenza. Informatevi per tempo e, se avete dubbi, chiedeteci direttamente.
Ansia da viaggio e chinetosi: riconoscerle e gestirle
Non tutti gli animali vivono il viaggio in auto con serenità. Alcuni sviluppano chinetosi – il mal d’auto – che si manifesta con salivazione eccessiva, nausea, vomito e irrequietezza.
Altri animali non hanno problemi fisici, ma mostrano ansia da viaggio: piagnucolii, tremori, respiro accelerato, incapacità di stare fermi.
In entrambi i casi, esistono approcci graduali: dalla desensibilizzazione progressiva al trasportino nelle settimane precedenti la partenza, fino a soluzioni farmacologiche che il veterinario può valutare caso per caso. Non improvvisate con rimedi fai-da-te o farmaci per uso umano: quello che è sicuro per noi non lo è necessariamente per un cane o un gatto.
Un accorgimento pratico: nelle ore prima del viaggio, evitate pasti abbondanti. Lo stomaco pieno aumenta il rischio di nausea. Meglio un piccolo pasto leggero almeno tre ore prima della partenza.
Gli animali esotici in viaggio: un capitolo a parte
Conigli, furetti, pappagalli, rettili e altri animali non convenzionali hanno esigenze specifiche che vanno considerate con attenzione prima di qualsiasi spostamento.
Per i furetti, la normativa europea prevede le stesse regole di cani e gatti: microchip, passaporto e vaccinazione antirabbica. Per conigli e roditori la situazione varia a seconda della destinazione: alcuni paesi impongono restrizioni o certificati sanitari specifici. Per rettili e uccelli, le normative possono essere ancora più articolate, con riferimento alla CITES – la Convenzione internazionale sul commercio delle specie selvatiche minacciate – che regola il trasporto di alcune specie anche se nate in cattività.
Sul piano pratico, questi animali sono spesso più sensibili alle variazioni di temperatura rispetto a cani e gatti: un trasportino esposto al sole diretto in auto può diventare pericoloso in pochi minuti. Informatevi sulle esigenze termiche specifiche della vostra specie e pianificate il viaggio di conseguenza.
Quando il caldo diventa un rischio: cosa sapere davvero
Proteggere il proprio animale dal caldo estivo sembra semplice: acqua fresca, ombra, uscite nelle ore più fresche. Eppure, ogni estate i veterinari si trovano a gestire situazioni critiche che si sarebbero potute evitare. Spesso il problema non è la mancanza di informazioni, ma la sottovalutazione di fattori specifici.
I cani brachicefali: un rischio che non si improvvisa
I cani brachicefali – quelli con il muso schiacciato, come Bulldog, Carlino, Boxer, Shih Tzu e Cavalier King Charles Spaniel – hanno una conformazione delle vie respiratorie superiori che limita strutturalmente la loro capacità di termoregolazione. Il meccanismo principale con cui i cani disperdono il calore corporeo è il respiro affannoso (il cosiddetto panting): inspirando ed espirando aria rapidamente, raffreddano le mucose delle vie aeree. Nei brachicefali, questo meccanismo è meno efficiente per via delle narici più strette, del palato molle più lungo e della trachea spesso più piccola. Il risultato è che raggiungono più velocemente una temperatura corporea critica, anche in condizioni che per altre razze sarebbero gestibili.
Per questi cani, le precauzioni standard non bastano: vanno evitate non solo le ore centrali della giornata, ma anche le uscite in momenti di calore moderato se l’animale è già sotto sforzo o agitato. In caso di viaggio, il condizionatore in auto non è un optional.
I gatti: termoregolazione diversa, segnali diversi
I gatti tollerano il caldo meglio dei cani, sono animali di origine desertica e il loro organismo è adattato a temperature elevate. Tuttavia, anche loro hanno un limite, e i segnali di stress da caldo nel gatto sono spesso meno evidenti e più facili da ignorare.
Un gatto che ha troppo caldo tende a cercare superfici fresche (pavimenti, zone d’ombra), riduce drasticamente l’attività e può presentare salivazione leggera. Nei casi più gravi compare il respiro a bocca aperta che nel gatto è sempre un segnale da non sottovalutare, poiché è un animale che di norma non respira con la bocca aperta. Se notate questo segnale, contattate il veterinario senza aspettare.
Il pavimento ustiona: il test del palmo della mano
Un aspetto spesso trascurato riguarda le superfici su cui cammina il vostro animale. Asfalto, cemento e sabbia si surriscaldano rapidamente e possono raggiungere temperature ben superiori a quelle dell’aria: con 35°C di temperatura esterna, l’asfalto può superare i 60°C. I cuscinetti plantari (i cuscinetti morbidi sotto le zampe) sono resistenti, ma non invulnerabili: un’esposizione prolungata a superfici così calde può causare arrossamenti, vesciche e ferite dolorose.
Un metodo pratico: appoggiate il palmo della mano sul pavimento per 7 secondi. Se non riuscite a tenerlo, è troppo caldo anche per il vostro animale.
In caso di lesioni ai cuscinetti, sciacquate le zampe con acqua fresca, evitate che l’animale cammini ulteriormente e consultate il veterinario per valutare l’entità del danno.
Colpo di calore: cosa NON fare (e perché)
Il colpo di calore è un’emergenza vera. I segnali principali sono: respiro affannoso e rumoroso, salivazione abbondante, gengive di colore rosso acceso o, al contrario, pallide o bluastre, debolezza agli arti, confusione, vomito.
Se sospettate un colpo di calore, l’obiettivo immediato è abbassare la temperatura corporea, ma in modo graduale. Un errore comune è applicare acqua ghiacciata o immergere l’animale in acqua fredda: il brusco abbassamento della temperatura superficiale provoca una vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni) periferica che rallenta la dispersione del calore interno e può peggiorare la situazione.
L’approccio corretto è utilizzare acqua fresca (non fredda), applicarla su collo, ascelle e inguine – zone ricche di vasi sanguigni – e portare l’animale dal veterinario nel minor tempo possibile, anche se sembra essersi ripreso.
Prevenzione estiva: oltre gli antiparassitari
Quando si parla di prevenzione in estate, il pensiero va subito alle pulci e alle zecche. Giusto, ma incompleto. Ci sono altri rischi stagionali che meritano la stessa attenzione.
Leishmaniosi
Trasmessa dal flebotomo – un insetto simile a una zanzara, attivo nelle ore notturne e crepuscolari tra maggio e ottobre – colpisce prevalentemente il cane con un decorso lento e insidioso: i sintomi possono comparire mesi o anni dopo l’infezione.
La prevenzione più efficace combina collari repellenti, spot-on (prodotti applicati sulla cute) con azione antiflebotomo e, nei soggetti a rischio elevato, la vaccinazione.
Filariosi cardiopolmonare
Causata da Dirofilaria immitis – un verme parassita trasmesso dalle zanzare – colpisce cuore e vasi polmonari del cane.
La prevenzione si basa su farmaci mensili specifici, preceduti da un test annuale: somministrare il farmaco a un cane già infetto può causare reazioni gravi.
Otite esterna estiva
L’umidità lasciata dai bagni al mare o in piscina crea le condizioni ideali per batteri e funghi nel canale uditivo.
Segnali da osservare: scuotimento frequente della testa, grattamento all’orecchio, odore sgradevole, secrezioni scure o giallastre. Nei cani con orecchie pendenti il rischio è più elevato. Dopo ogni bagno, asciugate delicatamente le orecchie con un panno morbido.
Ustioni solari
Muso, orecchie e addome sono le zone più esposte, soprattutto negli animali a mantello chiaro o con aree depigmentate (prive di melanina, il pigmento che protegge dai raggi UV). Un’esposizione cronica nelle stesse zone può favorire nel tempo lo sviluppo di lesioni precancerose.
Se avete un animale a rischio, chiedete al veterinario indicazioni su creme solari adatte: non tutti i prodotti per uso umano sono sicuri.
L’estate con un animale in famiglia può essere bellissima. Richiede solo un po’ più di attenzione nei dettagli: una visita prima della partenza, qualche precauzione in più nelle ore di punta del caldo, e la consapevolezza che alcuni rischi stagionali si prevengono facilmente, ma solo se li si conosce.
Se volete partire tranquilli, il nostro team è a disposizione per un controllo pre-vacanza o per qualsiasi dubbio sulla gestione estiva del vostro animale.