Autunno e alimentazione: cosa cambia (e cosa no) nella dieta di cane e gatto quando arriva il freddo

Con l’autunno le giornate si accorciano, le temperature scendono e cambiano le abitudini di tutti, animali compresi: più tempo in casa, passeggiate più brevi, serate sul divano. È normale chiedersi se, con il freddo in arrivo, debba cambiare qualcosa anche nella ciotola.

La risposta non è un semplice sì o no: dipende soprattutto da come vive il singolo animale, e saper distinguere le situazioni è il modo migliore per gestire bene l’alimentazione in questa parte dell’anno.

Col freddo cane e gatto devono davvero mangiare di più?

La risposta onesta è: dipende, e spesso meno di quanto si pensi. L’idea che il freddo faccia aumentare il fabbisogno nasce da una logica vera solo in parte: per mantenere costante la temperatura corporea (la termoregolazione) l’organismo consuma energia, e quando fa freddo questo lavoro può pesare di più. Ma vale soprattutto per gli animali che al freddo ci stanno davvero.

Un cane che vive prevalentemente all’aperto e che resta a lungo fuori nelle giornate rigide, può avere un reale aumento del fabbisogno energetico, perché il corpo spende di più per restare in temperatura. Per questi soggetti un adeguamento della razione, valutato caso per caso, ha senso.

La maggior parte dei nostri cani e gatti, però, vive in una situazione ben diversa: casa riscaldata, temperatura stabile tutto il giorno e, con l’autunno, anche un po’ meno movimento rispetto ai mesi caldi. In queste condizioni il fabbisogno resta uguale o addirittura si abbassa. Aumentare le porzioni “perché fa freddo“, in questi casi, non copre un bisogno reale: aggiunge soltanto calorie di troppo.

Il rischio più concreto della stagione: il sovrappeso

Se per molti cani e gatti il fabbisogno non aumenta, il vero tema dell’autunno diventa un altro: il sovrappeso. È una conseguenza abbastanza logica di come cambia la stagione. Si esce meno e per meno tempo, il gatto passa quasi tutte le ore in casa, le giornate corte tolgono occasioni di movimento. A parità di cibo, insomma, si consuma di meno.

Il segnale non è tanto il numero sulla bilancia quanto la forma del corpo. Un animale in peso forma ha una vita visibile guardandolo dall’alto e costole che si sentono al tatto con una leggera pressione, senza doverle “cercare” sotto uno strato di grasso (è quello che i veterinari chiamano valutazione della condizione corporea). Vale la pena tenerlo d’occhio proprio nei mesi in cui il movimento cala.

L’errore più comune, in questo periodo, è compensare le giornate grigie con qualche premietto in più o con gli avanzi della tavola. Sono gesti affettuosi, ma le calorie extra si sommano in fretta e in un animale che si muove poco pesano ancora di più. Meglio spostare l’attenzione dal cibo al tempo passato insieme: un gioco in casa, qualche minuto di attività, una passeggiata anche se fa freddo.

Idratazione: non è un tema solo estivo

Dell’acqua ci si preoccupa d’estate, quando il caldo rende evidente il rischio di disidratazione. Con il freddo l’attenzione cala, ma il bisogno resta. Anzi, in autunno e inverno molti animali tendono a bere spontaneamente di meno, e questo può diventare un problema silenzioso, soprattutto per il gatto, specie poco incline a bere già di suo e più esposta a problematiche urinarie.

Le accortezze sono semplici: acqua sempre fresca e pulita, ciotole lavate spesso, più punti d’acqua in casa per il gatto. Chi alimenta con crocchette può valutare di affiancare una quota di umido, che aumenta l’apporto di acqua attraverso il cibo. Piccoli accorgimenti che aiutano a mantenere una buona idratazione anche quando la sete si fa sentire meno.

Occhio a cosa arriva dalla tavola

Più tempo in casa significa anche più momenti condivisi, e più occasioni in cui il pet ci guarda mentre mangiamo. L’autunno porta i primi piatti più ricchi e caldi, e apre la stagione delle feste: Halloween per prima, con dolci e cioccolato spesso a portata di zampa. È il momento in cui è più facile cedere e allungare un boccone dal nostro piatto.

Il punto è che diversi alimenti della nostra tavola non sono adatti a cane e gatto, e alcuni sono decisamente pericolosi.

Il cioccolato merita una menzione a parte proprio perché in questa stagione gira di più in casa: è tossico per cani e gatti, che lo metabolizzano molto più lentamente di noi, e anche piccole quantità possono creare problemi.

Piccoli aggiustamenti, fatti bene

Al netto dei casi particolari, per la maggior parte dei pet l’autunno non richiede stravolgimenti nella ciotola, semmai un po’ di attenzione in più. Se c’è una cosa su cui vale la pena concentrarsi è la qualità di ciò che si mette nella ciotola: un’alimentazione equilibrata, con proteine di buona qualità e il giusto apporto di acidi grassi, sostiene tutto l’organismo, pelle e mantello compresi, che nei mesi freddi lavorano parecchio.

Se invece c’è un motivo reale per cambiare dieta (l’età che avanza, un peso da correggere, una condizione di salute), la regola è farlo con gradualità: la transizione da un alimento all’altro va fatta nell’arco di circa 7-10 giorni, mescolando le due razioni in proporzioni via via diverse, per non irritare l’intestino. E, soprattutto, va fatta per una ragione precisa, non “perché è cambiata la stagione”.

L’arrivo del freddo, da solo, non è un buon motivo per cambiare l’alimentazione di cane e gatto. Per la maggior parte degli animali, che vivono in casa e si muovono un po’ meno, il fabbisogno resta stabile o cala, e l’attenzione va spostata sul peso, sull’idratazione e sulla qualità del cibo. Per i soggetti che stanno molto all’aperto o sono particolarmente attivi, invece, un adeguamento può servire davvero. La differenza la fa la conoscenza del singolo animale.

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Le indicazioni di questo articolo hanno finalità informative e non sostituiscono il parere del veterinario. Ogni variazione della dieta andrebbe valutata insieme al medico veterinario, che può calibrarla sulle reali esigenze del tuo animale: evita le diete “fai-da-te”, soprattutto in presenza di età avanzata, sovrappeso o problemi di salute.

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